1583651978058.jpg coronavirus  conte firma il decreto  chiuse lombardia e 14 province
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Non è un lockdown ma quasi. Dalle prime indiscrezioni rilanciate sul nuovo Dpcm previsto per  lunedì  2 novembre, ci sarà  il coprifuoco in tutta Italia per le 18 . Negozi chiusi e persone in casa, tranne per chi è fuori per lavoro, salute o altre necessità ed emergenze, da comprovare con autocertificazione. È questa la nuova misura di cui si discute nel governo, stando al Corriere.

È questa la nuova misura di cui si discute nel governo e che potrebbe essere inserita nel Dpcm che il premier Giuseppe Conte firmerà entro lunedì sera (e che dovrebbe essere spiegato al Parlamento domani). Una misura alla quale farebbe sponda quanto proposto, al tavolo tra governo ed enti locali, almeno un presidente di Regione. Anche se è lo stesso Conte ad avere dubbi sull’efficacia di una misura uniforme su tutto il territorio, prediligendo invece l’ipotesi di norme tarate sugli indici di rischio delle diverse aree del Paese.

Le altre norme nazionali, destinate a finire nel decreto «cornice», sono il blocco della mobilità tra Regioni, la chiusura dei centri commerciali almeno nei week end e lo stop ai corner giochi nei bar e nelle tabaccherie. Tra governo e presidenti delle Regioni è in corso un braccio di ferro su chi debba assumersi la responsabilità di scelte impopolari. I governatori frenano, perché non vogliono che l’onere di trasformare in zone rosse le grandi città ricada tutto sulle loro spalle. Lo stesso discorso vale per la scuola: per l’esecutivo devono essere i governatori a decidere se passare alla didattica a distanza, in base all’indice Rt del loro territorio.

Città e zone a rischio lockdown

Tra le ipotesi è emersa ieri quella di un lockdown dove l’indice di trasmissione Rt è andato oltre l’1,5. Nel mirino ci sono le aree metropolitane di Milano, Napoli, Genova e Torino, parte del Veneto e alcune regioni meridionali, come la Campania. La durata di questo lockdown sarebbe all’inizio di 2-3 settimane. Questo sempre che non venga accolta la richiesta delle Regioni di applicare “misure uniformi”.

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Spostamenti tra Regioni

Gli spostamenti fra le Regioni sarebbero, secondo le ipotesi più discusse, dettate dalla chiusura o meno delle singole zone. Ci si potrebbe spostare in alcune parti del paese e in altre no, a seconda se classificate come ’rosse’ o in sicurezza

Ipotesi Over 70

L’ultima proposta avanzata da alcune Regioni, nell’incontro di stamattina con Boccia e Speranza, è quella di limitare gli spostamenti degli over 70, così da ridurre la diffusione del Coronavirus. In particolare, secondo quanto si apprende, la richiesta sarebbe stata avanzata da Lombardia, Piemonte e Liguria. “Il Paese non può permettersi un nuovo lockdown”, scrive il governatore ligure Giovanni Toti sui social. “Proteggendo i nostri anziani di più e davvero, la pressione sugli ospedali e il numero dei decessi diventerebbero infinitamente minori”, aggiunge.  “Sarebbe folle richiudere in casa tanti italiani per cui il Covid normalmente ha esiti lievi, bloccare la produzione del Paese, fermare la scuola e il futuro dei nostri giovani e non considerare alcun intervento su coloro che rischiano davvero”, spiega ancora. “Speriamo ci sia saggezza stavolta e non demagogia”, conclude.

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