Stop alle consegne dei rider nelle ore più calde a Milano
Stop alle consegne dei rider nelle ore più calde a Milano
Advertisement

Stop alle consegne dei rider nelle ore più calde a Milano

Con le temperature che continuano a sfiorare i 35-38 gradi, il Comune di Milano ha deciso di introdurre nuove misure per proteggere i rider dal caldo estremo. Da lunedì 7 luglio e fino al 23 settembre 2026, le piattaforme di delivery dovranno ridurre o sospendere l’assegnazione delle consegne nella fascia oraria compresa tra le 12:30 e le 16:00, ma solo nelle giornate in cui il rischio caldo è classificato come “alto” dal sistema Worklimate di INAIL-CNR.

Cosa prevede l’ordinanza

Il provvedimento riguarda i ciclofattorini che effettuano consegne in bicicletta tramite piattaforme digitali e integra le misure già previste dall’ordinanza regionale, che interessava soprattutto edilizia, agricoltura e cave. Per i rider vengono introdotti alcuni obblighi specifici per le aziende.

In particolare, le piattaforme dovranno rallentare o interrompere l’assegnazione automatica degli ordini nelle ore più calde. Inoltre, dovranno favorire il lavoro nelle fasce orarie più fresche, mettere a disposizione acqua e punti di ristoro e fare in modo che eventuali bonus non siano collegati alla velocità o al numero di consegne effettuate durante le giornate a rischio.

Perché è stata introdotta la misura

L’obiettivo è ridurre il rischio di colpi di calore e malori durante le ondate di caldo estremo, sempre più frequenti anche a Milano.

Nelle ultime settimane i sindacati avevano chiesto al Comune di estendere le tutele anche ai rider, sottolineando che questa categoria era rimasta esclusa dall’ordinanza regionale. Palazzo Marino ha quindi deciso di intervenire con un provvedimento specifico dedicato alle consegne a domicilio.

Advertisement

Le proteste dei rider

L’ordinanza, però, ha aperto anche un altro fronte. Alcuni rider e rappresentanti sindacali hanno espresso preoccupazione per le possibili conseguenze economiche.

Le ore comprese tra mezzogiorno e il primo pomeriggio sono infatti tra le più richieste per il servizio di food delivery. Per questo motivo, diversi lavoratori temono una riduzione dei guadagni se alle limitazioni non verranno affiancate forme di tutela economica o ammortizzatori sociali.

Durante alcune assemblee è stato sintetizzato il problema con uno slogan diventato virale: “Morire di caldo o morire di fame”.

Un equilibrio ancora da trovare

La nuova ordinanza rappresenta un passo importante nella tutela della salute dei rider, soprattutto durante le giornate con temperature estreme. Allo stesso tempo, però, riapre il dibattito sulle condizioni di lavoro nel settore del delivery.

Da una parte c’è la necessità di evitare che migliaia di lavoratori pedalino sotto il sole nelle ore più pericolose. Dall’altra resta il nodo del reddito: senza misure di sostegno, la riduzione delle consegne potrebbe tradursi in un calo degli incassi proprio nella fascia oraria più redditizia della giornata.

Per questo motivo il confronto tra Comune, piattaforme e organizzazioni sindacali potrebbe proseguire anche nelle prossime settimane, con l’obiettivo di trovare un equilibrio tra sicurezza e tutela economica dei lavoratori.

Advertisement