piasù
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Dopo essersi ritagliato un posto riconoscibile nella scena milanese con il format che ha unito due grandi classici italiani, piadina e tiramisù, Piasù dà vita al suo nuovo Bistrò di Quartiere di fronte alla storica location e più precisamente al civico 1 di Via Alberto da Giussano. Non più un semplice chiosco all’aperto, ma un locale progettato per accompagnare le giornate dall’alba al tramonto, con un’anima conviviale e profondamente urbana.

L’idea di bistrot di quartiere nasce dal desiderio di creare un punto di riferimento quotidiano: uno spazio aperto a tutte le ore, capace di accogliere chi abita, lavora o semplicemente attraversa il quartiere, restituendo la sensazione di una piazza contemporanea dove fermarsi, incontrarsi, condividere.

L’offerta food&beverage è pensata per scandire i momenti della giornata con una cucina semplice, disponibile senza vincoli di orario: dalla colazione dolce con biscotti artigianali sfornati freschi tutte le mattine e brioche farcite al momento con creme realizzate dalla cucina, al brunch (sia durante la settimana che nel weekend) con colazioni salate che spaziano da uova strapazzate e pancake ai mirtilli, fino al toast di shokupan del Panificio Davide Longoni con cotto Capitelli e formaggio Branzi. Non mancano naturalmente le piadine, declinate anche in versioni integrali e low carb, con farciture che vanno dal salmone con uovo poché all’intramontabile Nutella.

Pranzo e cena condividono lo stesso menù ma respirano atmosfere diverse: luminosa e dinamica di giorno, più intima e raccolta di sera. In carta compaiono piatti vegetali come il tortang talong di melanzana, pasta fresca ripiena e trofie al pesto, accanto a proposte di carattere come le bombette di capocollo e formaggio Branzi o la battuta al coltello di razza Piemontese “La Granda – Presidio Slow Food”. Piadine e tiramisù, i due pilastri che hanno reso riconoscibile il format, tornano in chiave rinnovata con farciture più generose e sorprendenti. Le piadine vengono preparate dal laboratorio Piasù e farcite al momento, nelle varianti integrale con melanzana fritta o classica con polpo al forno. Anche il tiramisù rimane fedele alla tradizione, ma arricchito dal caffè specialty Cartapani che ne amplifica gli aromi.

La selezione delle materie prime e la loro filiera rimane uno dei tratti distintivi di Piasù, che all’interno del Bistrò di quartiere viene raccontata apertamente nel menù, a sottolineare l’idea di un legame diretto e consapevole tra cucina e consumatore: ogni ingrediente proviene da fornitori scelti con cura per qualità e tracciabilità. In carta compaiono, quindi, le carni Presidio Slow Food de La Granda, i salumi Capitelli, i formaggi della Latteria Sociale di Branzi, il pane e le brioches di Davide Longoni e il caffè Cartapani anche nella sua declinazione specialty.

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L’aperitivo, già protagonista del format con l’Aperisù, si rinnova al Bistrò con una carta vini curata e orientata al naturale, con etichette di piccole cantine e un metodo ancestrale, birre artigianali e cocktail signature che reinterpretano i classici. Tra questi Lady M, un negroni al profumo di fragola; Apple Spritz con succo di mela; Specialty Piasù con gin Crafter’s, caffè specialty e bitter Fusetti al cioccolato; Spicy Sour a base mezcal e tequila con note piccanti e Zen Minimal con vodka al rosmarino, lime e tè matcha.

L’aperitivo diventa così un momento di condivisione: si può scegliere di accompagnarlo con i piatti del menù, con i taglieri di salumi Capitelli e formaggi della Latteria Sociale di Branzi, oppure con il vitello tonnato, tutti pensati per essere portati al centro del tavolo e divisi con i commensali.

Proposte ordinabili in qualsiasi momento della giornata e pensati come compagni naturali del calice o del cocktail, da aggiungere liberamente alla propria esperienza.

Il design del locale porta la firma di Andrea Villa dello studio Sottoscalo, che ha interpretato l’identità Piasù in chiave evolutiva senza snaturarne lo spirito. Materiali caldi come legno e marmo Calacatta Viola dialogano con inserti in ferro crudo, mentre una grande vetrata trasforma la cucina a vista in un palcoscenico quotidiano. L’atmosfera è resa ancora più distintiva da un angolo musicale con giradischi e vinili e dalle due ampie vetrine che si affacciano sulla piazzetta alberata, creando un senso di continuità tra interno ed esterno. È in questa apertura verso la città che il locale supera la dimensione gastronomica, diventando anche spazio di incontri, eventi e collaborazioni con fornitori e realtà locali.

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