Milano attraverso l’architettura del Novecento: itinerario tra i palazzi
Milano attraverso l’architettura del Novecento: itinerario tra i palazzi
Advertisement

Milano attraverso l’architettura del Novecento: itinerario tra i palazzi

Milano si può leggere anche guardando in alto. Dietro le facciate dei palazzi, le geometrie delle finestre e le forme dei grattacieli si nasconde la storia di una città che, nel corso del Novecento, ha cambiato volto più volte. Il razionalismo degli anni Trenta, la ricostruzione del dopoguerra e le nuove sperimentazioni architettoniche hanno lasciato tracce ancora visibili, spesso lungo strade percorse ogni giorno senza soffermarsi sui dettagli.

Per scoprirle non serve essere esperti di architettura. Basta imparare a osservare gli edifici con qualche informazione in più: chi li ha progettati, in quale periodo sono nati e quale idea di città rappresentavano. Questo itinerario attraversa alcune tappe significative dell’architettura milanese del Novecento, dal centro storico fino alla zona di Corso Sempione.

1. L’Arengario: il Novecento affacciato sul Duomo

Il punto di partenza è Piazza Duomo, dove l’Arengario racconta un momento importante nella trasformazione del centro di Milano. Il complesso fu progettato alla fine degli anni Trenta da un gruppo di architetti che comprendeva Piero Portaluppi, Giovanni Muzio, Enrico Agostino Griffini e Pier Giulio Magistretti.

L’edificio, caratterizzato da volumi geometrici e rivestimenti in pietra, era pensato per contribuire alla sistemazione monumentale della piazza. La sua storia, però, non si è conclusa con il progetto originario: dopo la trasformazione in sede espositiva, l’Arengario è diventato uno degli accessi al Museo del Novecento, inaugurato nel 2010.

È una prima tappa utile per capire come l’architettura del secolo scorso abbia cercato un dialogo, non sempre semplice, con il patrimonio storico della città.

Advertisement

Per approfondire la storia dell’edificio, l’Ordine degli Architetti di Milano mette a disposizione una scheda dedicata.

2. Torre Velasca: il grattacielo che divide le opinioni

Dal Duomo si può proseguire verso Torre Velasca, uno degli edifici più riconoscibili dello skyline milanese. Progettata dallo studio BBPR e costruita tra il 1951 e il 1958, la torre si distingue per la parte superiore più larga rispetto al fusto sottostante, sostenuta da una struttura di elementi diagonali.

La sua forma è molto diversa da quella dei grattacieli con facciate uniformi e linee verticali. Il progetto guardava infatti anche alla tradizione architettonica lombarda, cercando un linguaggio moderno che non rinunciasse completamente al rapporto con la storia del luogo.

Quando fu realizzata, la torre suscitò discussioni proprio per il suo aspetto insolito. Oggi è diventata uno dei simboli della Milano del dopoguerra e un esempio di come l’architettura moderna non abbia seguito un’unica direzione.

Il complesso è consultabile nell’itinerario dedicato allo studio BBPR e Milano dell’Ordine degli Architetti.

3. Casa Caccia Dominioni: il dopoguerra a misura d’uomo

Lasciando le grandi dimensioni della torre, si può raggiungere Piazza Sant’Ambrogio per osservare un’altra interpretazione dell’architettura milanese. Casa Caccia Dominioni, progettata da Luigi Caccia Dominioni tra il 1947 e il 1949, è un edificio residenziale che permette di avvicinarsi alla sensibilità progettuale del dopoguerra.

In questi anni, molti architetti milanesi lavoravano per ricostruire e trasformare una città segnata dalla guerra. Accanto alle esigenze funzionali, acquistavano importanza il rapporto con la strada, la qualità degli spazi abitativi e la cura dei dettagli.

Il lavoro di Caccia Dominioni si inserisce in questa ricerca, con un’attenzione particolare alla relazione tra architettura, materiali e vita quotidiana. Osservare un edificio residenziale permette così di ampliare lo sguardo oltre i monumenti e i grandi progetti pubblici.

La scheda dell’edificio è disponibile nell’itinerario Il condominio milanese dell’Ordine degli Architetti di Milano.

4. Triennale Milano: il razionalismo incontra la cultura

Proseguendo verso Parco Sempione si arriva al Palazzo dell’Arte, sede della Triennale Milano. Progettato da Giovanni Muzio e inaugurato nel 1933, l’edificio è una delle espressioni più significative dell’architettura razionalista in città.

Le linee essenziali, l’organizzazione dei volumi e la relazione tra gli ambienti interni rispondono a un’idea di architettura moderna nella quale la funzione e la chiarezza dello spazio assumono un ruolo centrale.

Ma il Palazzo dell’Arte non è soltanto un edificio da osservare dall’esterno. Fin dalla sua nascita è stato un luogo di confronto tra architettura, arti visive, design e industria. La Triennale ha contribuito a rendere Milano un centro di riferimento per la cultura del progetto, accompagnando le trasformazioni del Novecento e arrivando fino alla ricerca contemporanea.

Se si vuole approfondire il rapporto tra l’edificio e la storia culturale della città, vale la pena consultare la pagina ufficiale sulla storia e la missione della Triennale.

5. Casa Rustici: il razionalismo in una facciata da osservare

Per chi vuole spingersi oltre il centro, Casa Rustici è una tappa particolarmente interessante. L’edificio residenziale fu progettato da Giuseppe Terragni e Pietro Lingeri e realizzato tra il 1933 e il 1935.

La sua facciata si distingue per il rapporto tra balconi, terrazze, superfici aperte e struttura dell’edificio. Non si tratta soltanto di decorazioni: gli elementi esterni contribuiscono a definire il modo in cui gli appartamenti si relazionano con la strada e con la luce.

Casa Rustici aiuta a comprendere una caratteristica dell’architettura razionalista milanese: la ricerca di forme moderne non avveniva soltanto nei grandi edifici pubblici, ma anche nelle abitazioni private, dove si sperimentavano nuovi modi di organizzare lo spazio domestico.

L’edificio è censito nell’itinerario Il condominio milanese, che raccoglie altre architetture residenziali significative del Novecento.

Come organizzare l’itinerario

Le tappe possono essere divise in due parti, per evitare di trasformare la passeggiata in una corsa da un quartiere all’altro.

La prima parte si concentra sul centro: dall’Arengario in Piazza Duomo si raggiunge Torre Velasca e si prosegue verso Piazza Sant’Ambrogio. Per completare il percorso si può poi arrivare alla Triennale, attraversando o costeggiando Parco Sempione.

Casa Rustici, in Corso Sempione, può diventare una deviazione dedicata, da raggiungere con i mezzi pubblici oppure inserire in un itinerario più ampio nella zona.

Il percorso è pensato soprattutto per osservare gli edifici dall’esterno: trattandosi in diversi casi di residenze private, non bisogna dare per scontato che gli interni siano visitabili.

Milano, una città da leggere attraverso i suoi edifici

L’architettura del Novecento racconta una Milano fatta di idee diverse, talvolta in contrasto tra loro. Il razionalismo di Casa Rustici e del Palazzo dell’Arte, la ricerca espressiva di Torre Velasca e l’attenzione agli spazi abitativi del dopoguerra mostrano come la città abbia sperimentato linguaggi differenti per rispondere a nuove esigenze.

Guardare questi edifici con maggiore consapevolezza significa scoprire una storia che non si trova soltanto nei musei, ma anche nelle strade, nelle facciate e nei quartieri attraversati ogni giorno. Un modo diverso di esplorare Milano, seguendo le tracce di chi ne ha immaginato il futuro.

Advertisement