FABBRICA DEL VAPORE: la Palazzina Liberty ospiterà un Ostello della gioventù
FABBRICA DEL VAPORE: la Palazzina Liberty ospiterà un Ostello della gioventù

Alla Fabbrica del vapore è da poco stata inaugurata la mostra “You will find me if you want me in the garden”, progetto di punta della rassegna “Vapore d’estate” e frutto del lavoro sinergico di Studio Azzurro, Careof, Ariella Vidach-AiEP, Fattoria Vittadini e mdi ensemble, concretizzatosi oggi in un progetto artistico e curatoriale collettivo e unitario.

La mostra “You will find me if you want me in the garden”

L’esposizione fa parte della terza edizione di “Vapore d’estate”, rassegna sostenuta nella sua realizzazione dal Comune di Milano nell’ambito del progetto “Spazi al talento” e del palinsesto culturale cittadino “Milano è viva”, e abiterà diversi spazi di Fabbrica, al chiuso e all’aperto, snodandosi tra concerti, proiezioni, spettacoli e performance, mostre e attività dedicate al pubblico più giovane.

Il titolo della mostra “You will find me if you want me in the garden” prende ispirazione da un brano del gruppo industrial Einsturzende Neubauten che da sempre ha sviluppato una riflessione sul rapporto tra uomo, tecnologie e dimensione poetica. Il giardino diviene in Fabbrica del Vapore metafora della scoperta del lavoro invisibile ma costante che si nasconde nella creazione artistica e invito ad alimentare un percorso multiforme in continua evoluzione.

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La mostra è concepita come un formato espanso: non solo percorso espositivo, ma habitat transumano, giardino interspecie infestante, dinamico, paesaggio di transizione dove si pratica un incontro permanente e pervadente tra dentro e fuori, tra organico e inorganico, tra corpi e tecnologia. Ma sarà anche un luogo attraversabile dalla comunità, da simposi, incontri, performance, lasciando volutamente il grande spazio di Cattedrale aperto a quel “parlamento dei corpi” che nei mesi andrà a occupare lo spazio espositivo.

I tre grandi paracadute rovesciati de “Il soffio sull’angelo” di Studio Azzurro galleggiano, popolati di corpi proiettati che reagiscono al soffio dei visitatori. Sotto questo scenario di corpi sensibili elettronici, si muovono i corpi dei performer del progetto “Dieci giardini da non perdere” di Ariella Vidach-AiEP, in dialogo con il trittico video proposto da Careof che, a partire dal proprio Archivio, mostra opere di Francesco Bertocco, Fatima Bianchi, Elisa Caldana, Daniele Costa, Irene Dionisio, Elisabetta Falanga, Roberto Fassone, Giovanni Giaretta, Miriam Gili, Mati Jhurry, Jacopo Miliani, Alessandro Sambini, Elisa Strinna, Natalia Trejbalova. Completano la mostra i corpi cavi, di creta, dell’installazione sonora di mdi ensemble “Omaggio ad Alvin Lucier”, grande protagonista della scena musicale sperimentale, recentemente scomparso, e la mostra fotografica “FeMale” di Fragile artists proposta da Fattoria Vittadini.