djokovic in isolamento

Djokovic in un hotel per la detenzione dei migranti, la ministra dell’Interno: “Non è prigioniero, può lasciare l’Australia”

Karen Andrews ha respinto le accuse rivolte dalla famiglia del tennista serbo al governo australiano. L’atleta è stato bloccato per irregolarità sulle regole anti-Covid per l’ingresso (non è vaccinato) e attualmente si trova in un hotel di Melbourne.

Il numero uno al mondo del tennis, Novak Djokovic, non è “prigioniero” ma è libero di lasciare l’Australia quando lo desidera. È quanto ha sottolineato in queste ore la ministra australiana degli Interni, Karen Andrews, respingendo le accuse rivolte dalla famiglia del tennista serbo al governo australiano.

Intanto un sacerdote della chiesa ortodossa serba della Santissima Trinità di Melbourne ha chiesto il permesso alle autorità per l’immigrazione di visitare il nove volte campione dell’Australian Open per celebrare il Natale ortodosso. “Il nostro Natale è ricco di molte usanze ed è così importante che un prete lo visiti”, ha detto all’Australian Broadcasting Corp il decano della chiesa, Milorad Locard. “L’intera faccenda intorno a questo evento è spaventosa. Che debba passare il Natale in punizione… è impensabile”, ha aggiunto.

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Intanto un gruppo di sostenitori di Djokovic si sono radunati fuori dal Park Hotel vicino al centro di Melbourne, che ospita anche rifugiati e richiedenti asilo, sventolando bandiere e striscioni. Si sono mescolati con i difensori dei diritti umani che erano li’ per evidenziare la difficile situazione di altre persone detenute. Così invece di prepararsi a difendere il suo titolo all’Australian Open e puntare a vincere il 21° titolo major da record maschile, Djokovic lunedì inizierà ora sua battaglia giudiziaria presso la Federal Circuit Court per contestare la cancellazione del visto e l’espulsione dal territorio australiano.

MOGLIE DJOKOVIC: “GRAZIE AI TIFOSI DEL SOSTEGNO”
“Grazie a voi carissimi, in tutto il mondo per aver usato la vostra voce per inviare messaggi di amore a mio marito”. Così Jelena Djokovic, la moglie del numero 1 del tennis mondiale, ringrazia sui social media i sostenitori di suo marito nella battaglia contro le autorità australiane. “Sto facendo un respiro profondo per calmarmi e trovare gratitudine (e comprensione) in questo momento per tutto ciò che sta accadendo”, ha aggiunto.

KYRGIOS: “SITUAZIONE MOLTO BRUTTA”
“Io credo fermamente nell’agire, mi sono vaccinato per gli altri e per la salute di mia madre, ma il modo in cui stiamo gestendo la situazione di Novak è brutto, davvero brutto”. Così Nick Kyrgios, giocatore australiano e critico schietto di alcune delle opinioni di Djokovic sulle vaccinazioni, ha commentato su Twitter la situazione del numero 1 del mondo rinchiuso in un hotel in attesa che si definisca la sua posizione per entrare o meno in Australia. “E’ un grande campioni, ma alla fine è umano. Si può fare meglio”, ha aggiunto.