Il borgo nascosto di Milano nato per gli operai Pirelli
Nel quartiere Bicocca esiste un angolo di Milano che sembra arrivare direttamente da un’altra epoca. Tra viale Sarca e via Emanueli, a pochi passi dall’università, dai nuovi uffici e da Pirelli HangarBicocca, sopravvive il Borgo Pirelli, un antico villaggio operaio costruito per ospitare i dipendenti della grande fabbrica milanese.
È uno dei luoghi che raccontano meglio la trasformazione della Bicocca: qui la fabbrica non è solo una memoria industriale, ma ha lasciato dietro di sé un intero quartiere pensato per chi lavorava negli stabilimenti. E mentre gran parte di quell’antico paesaggio è scomparso, il borgo è rimasto ancora oggi riconoscibile.
Quando nasce il Borgo Pirelli
La costruzione del villaggio cominciò nel 1920 e terminò nel 1923.
Pirelli collaborò con l’allora Istituto Autonomo Case Popolari di Milano per realizzare abitazioni destinate alle maestranze dello stabilimento della Bicocca. Il progetto seguì il modello della città-giardino inglese, con edifici bassi, piccoli giardini e una disposizione lontana dalla struttura dei grandi caseggiati popolari.
Il progetto venne affidato agli ingegneri Giacomo Loria e Pietro Allodi. Il villaggio comprendeva diverse tipologie di abitazione, pensate in rapporto alla funzione svolta dai dipendenti all’interno dell’azienda.
Il risultato era molto diverso dall’immagine della classica periferia industriale.
Le case erano basse, circondate dal verde e disposte in modo irregolare. L’idea era creare un vero quartiere, non semplicemente un insieme di alloggi.
Non erano semplici case operaie
Il Borgo Pirelli racconta anche una precisa idea di rapporto tra azienda e lavoratori.
La costruzione delle abitazioni rientrava infatti in una più ampia politica aziendale di welfare. Attorno alla fabbrica nacquero nel tempo anche servizi pensati per i dipendenti e le loro famiglie, tra cui asilo, scuola, biblioteca e strutture sportive.
Le abitazioni del Borgo erano inoltre vicine allo stabilimento e collegate alla città. La zona si trovava infatti nei pressi della stazione di Greco e della tranvia che collegava Milano con Cinisello Balsamo.
In pratica, chi lavorava alla Pirelli poteva vivere, lavorare e usufruire di diversi servizi senza allontanarsi dal quartiere.
Le villette e il famoso “Casone”
Il cuore del Borgo è formato da 26 villette a due piani, riconducibili a cinque diverse tipologie, distribuite secondo il modello del villaggio-giardino.
Accanto alle villette si trova anche uno degli edifici più riconoscibili del complesso: il cosiddetto “Casone”, una palazzina in stile Liberty che ospitava storicamente alcuni negozi destinati alle esigenze quotidiane degli abitanti.
La Fondazione Pirelli ricorda che al suo interno si trovavano attività come l’alimentari, l’ortolano e la macelleria. Ancora oggi, affacciato su via Emanueli, è presente un bar-tabaccheria che la Fondazione collega a una lunga storia del quartiere.
Un piccolo pezzo di Liberty nel nord di Milano
Passeggiando nella zona si notano dettagli architettonici che oggi risultano quasi sorprendenti in un quartiere circondato da università, uffici e grandi edifici contemporanei.
Facciate decorate, elementi in ferro battuto, motivi geometrici, finestre e piccoli balconi contribuiscono a dare al Borgo un aspetto molto diverso dal resto della Bicocca. Alcune decorazioni utilizzano anche motivi a graffito e tonalità di sanguigna rossa.
È proprio questo contrasto a rendere la zona interessante: da una parte la Milano industriale degli inizi del Novecento, dall’altra la Bicocca contemporanea nata dalla grande trasformazione urbana degli ultimi decenni.
La Bicocca che esisteva prima dell’università
Oggi è difficile immaginare quanto fosse diversa questa zona.
La Bicocca si sviluppò attorno agli insediamenti industriali a partire dai primi anni del Novecento. Con il tempo arrivarono Pirelli, Breda, Falck e Marelli, trasformando l’area in uno dei principali poli industriali del Nord Milano.
Poi tutto cambiò.
Le fabbriche lasciarono spazio a università, uffici, piazze e nuovi edifici. Proprio per questo il Borgo Pirelli ha un valore particolare: la Fondazione Pirelli lo indica come uno dei pochi luoghi rimasti quasi intatti rispetto alla Bicocca originaria.
Oggi sembra quasi un paese dentro la città
È questa probabilmente la sensazione più curiosa che si prova osservando il Borgo.
Le villette basse, i giardini e la disposizione degli edifici creano una scala urbana completamente diversa da quella della Bicocca moderna.
Non ci sono le grandi volumetrie degli edifici universitari o delle nuove residenze. Ci sono invece piccoli ingressi, cortili, alberi e case che conservano una dimensione quasi domestica.
Il contrasto con i dintorni rende il Borgo una delle piccole anomalie architettoniche di Milano.
Un luogo importante, ma non un museo
C’è però una cosa importante da sapere.
Il Borgo Pirelli non è un museo né un’attrazione turistica normalmente visitabile all’interno. È un complesso residenziale e va quindi rispettata la privacy di chi ci abita.
La cosa interessante è osservarne l’architettura dagli spazi pubblici circostanti e conoscere la storia del luogo senza trasformare il quartiere in una semplice attrazione fotografica.
In passato il complesso ha comunque aperto le proprie porte in occasione di iniziative culturali, tra cui le Giornate FAI, che hanno permesso di conoscere da vicino il villaggio operaio. Il Borgo compare inoltre tra i luoghi del progetto “I Luoghi del Cuore” del FAI.
Il problema della conservazione
La storia del Borgo Pirelli ha anche un lato più delicato.
Nel corso degli anni il complesso ha affrontato problemi di manutenzione e conservazione. Diverse fonti hanno documentato condizioni di degrado degli edifici e richieste di interventi straordinari sul patrimonio residenziale. Nel 2022, in particolare, una proposta presentata in Regione Lombardia chiedeva risorse per affrontare problemi legati a infiltrazioni, umidità e manutenzione delle parti comuni.
Questo rende il Borgo un patrimonio interessante ma fragile.
Il suo valore non dipende soltanto dall’aspetto pittoresco delle villette. Racconta una parte importante della storia industriale e sociale di Milano, e proprio per questo la sua conservazione ha un significato che va oltre l’architettura.
Dove si trova il Borgo Pirelli
Il complesso si trova nella zona della Bicocca, tra viale Sarca e via Emanueli, in prossimità della Collina dei Ciliegi e della zona universitaria. La documentazione del FAI individua inoltre il villaggio all’indirizzo di via Nicolò Fortiguerra 12.
Una passeggiata nella zona può quindi diventare un piccolo viaggio nella storia industriale di Milano.
Si può partire dal Borgo Pirelli, proseguire verso la Bicocca degli Arcimboldi, raggiungere l’area dell’Università di Milano-Bicocca e arrivare poi fino a Pirelli HangarBicocca, dove la memoria industriale della zona continua attraverso l’arte contemporanea.
Come fare una passeggiata nella vecchia Bicocca
Il modo più interessante per scoprirlo è inserirlo in un itinerario più ampio.
Borgo Pirelli → Collina dei Ciliegi → Università Bicocca → Bicocca degli Arcimboldi → Pirelli HangarBicocca.
Il percorso permette di vedere, nel giro di poche fermate, quattro epoche diverse della stessa zona: il villaggio operaio, la grande industria, la trasformazione urbana e la nuova Milano culturale.
Ed è proprio questo il bello del Borgo Pirelli: non serve cercare un monumento spettacolare. Basta guardare con attenzione le case e capire cosa rappresentano.
La chicca che molti milanesi non conoscono
Milano ha conservato pochissimi luoghi capaci di raccontare così chiaramente la vita quotidiana della sua classe operaia del Novecento.
Il Borgo Pirelli è uno di questi.
Nato accanto a una fabbrica gigantesca, progettato come un piccolo quartiere-giardino e rimasto in larga parte riconoscibile nonostante la trasformazione radicale della Bicocca, oggi rappresenta una delle testimonianze più curiose della Milano industriale che non esiste più.
E forse è proprio questo a renderlo una vera chicca milanese: non sembra un’attrazione turistica, eppure racconta una parte fondamentale della storia della città.
























