Matisse al MUDEC: mostra che racconta il mondo dentro le sue opere
Henri Matisse arriva al MUDEC di Milano con una mostra che parte dal colore e dalla forma, ma guarda molto più lontano. Dall’8 ottobre 2026 al 21 febbraio 2027, il Museo delle Culture ospita “Matisse. Il mondo in una stanza”, un grande progetto dedicato al rapporto tra l’artista francese e le culture incontrate durante la sua vita.
Non è quindi soltanto una mostra su Matisse. Il percorso prova a capire quanto arte africana, islamica, russa, cinese e del Pacifico abbiano contribuito a trasformare il suo modo di dipingere e a costruire uno dei linguaggi più riconoscibili del Novecento.
Circa 100 opere da musei di tutto il mondo
Nelle sale del MUDEC arrivano circa 100 opere tra dipinti, lavori su carta e sculture.
I prestiti provengono da importanti istituzioni internazionali, tra cui MoMA e Musée de l’Orangerie, Musée Picasso, Musée d’Orsay, Musée du Quai Branly, Philadelphia Museum of Art e Musée Matisse di Nizza, oltre a opere appartenenti alle collezioni del MUDEC e ad altri musei italiani.
Accanto alle opere di Matisse sono esposti anche oggetti e tessuti provenienti da diverse aree geografiche. Sono elementi fondamentali per capire la sua ricerca e il modo in cui l’artista trasformava ciò che vedeva nei suoi viaggi in nuove forme, motivi e soluzioni cromatiche.
Il viaggio dentro l’atelier di Matisse
Il titolo “Il mondo in una stanza” nasce proprio dall’idea di ricreare idealmente l’ambiente di lavoro dell’artista.
Lo studio di Matisse non era uno spazio isolato dal mondo. Era pieno di oggetti, tessuti, mobili, immagini e ricordi raccolti nel corso degli anni. Questi elementi entravano nelle sue opere e diventavano parte della sua ricerca.
La mostra mette quindi in relazione dipinti, sculture, disegni, tessuti e manufatti, cercando di mostrare cosa succede quando culture e linguaggi visivi diversi entrano nello stesso spazio.
Dall’Africa alle icone russe
Uno degli aspetti più interessanti dell’esposizione è il tentativo di andare oltre una generica idea di “arte esotica”.
Il percorso mostra infatti come Matisse abbia guardato a tradizioni differenti. Tra gli elementi messi in dialogo ci sono motivi islamici, geometrie dell’abbigliamento rumeno, maschere Yoruba e icone russe medievali.
Il risultato è un racconto più complesso della sua produzione. L’influenza delle altre culture non viene presentata come una semplice raccolta di citazioni, ma come uno dei fattori che hanno contribuito alla trasformazione del suo linguaggio.
La mostra affronta così anche questioni contemporanee legate ai concetti di alterità, orientalismo e primitivismo, rileggendo il rapporto di Matisse con le altre culture anche attraverso una prospettiva postcoloniale.
Dal colore ai ritagli di carta
Matisse è conosciuto soprattutto per il suo uso del colore. La mostra permette però di seguire anche il percorso che lo porta verso una ricerca sempre più libera.
Tra le opere presentate ci sono dipinti, sculture e lavori su carta che documentano diverse fasi della sua carriera. Un’attenzione particolare è riservata alla fase dei papiers découpés, quando Matisse comincia a creare immagini ritagliando direttamente la carta colorata.
Questa tecnica diventa una delle espressioni più caratteristiche dell’ultima fase della sua ricerca. Il disegno non viene più costruito soltanto attraverso la linea: sono le forme ritagliate e accostate a creare composizione, ritmo e movimento.
Anche i libri fanno parte della mostra
Il percorso dedica uno spazio specifico ai progetti decorativi e ai libri d’artista.
Tra i lavori presenti figurano il monumentale dittico Océanie, le celebri tavole di Jazz, le illustrazioni delle Poésies di Mallarmé, Pasiphaé di Montherlant e i disegni realizzati per la Cappella del Rosario di Vence.
La Cappella del Rosario rappresenta in particolare una sintesi della ricerca di Matisse. Pittura, architettura, luce, colore e spazio entrano in relazione e trasformano l’intero ambiente in un’opera.
Ci sono anche fotografie inedite
Tra i materiali esposti compaiono anche fotografie d’epoca, comprese alcune immagini realizzate dallo stesso Matisse durante i suoi viaggi in Marocco.
Sono documenti che

























