Nuove biblioteche: Lorenteggio quasi pronta, BEIC cambia volto della città
Milano si prepara a una nuova stagione per le biblioteche. Da una parte, nel quartiere Lorenteggio-Giambellino, il cantiere della nuova Biblioteca Lorenteggio è ormai alle battute finali. Dall’altra, a Porta Vittoria, prende forma la BEIC – Biblioteca Europea di Informazione e Cultura, il grande progetto destinato a diventare il nuovo polo bibliotecario centrale della città.
Sono due interventi molto diversi per dimensioni, ma hanno un punto in comune: portare biblioteche più moderne e nuovi spazi culturali in quartieri che stanno vivendo una forte trasformazione urbana.
La Biblioteca Lorenteggio è quasi pronta
Tra via Odazio e via Lorenteggio, nel Municipio 6, il nuovo edificio sta assumendo la forma definitiva.
Il progetto porta la firma dello studio internazionale Urtzi Grau e punta su un’architettura molto riconoscibile, caratterizzata da grandi archi in calcestruzzo a vista e superfici vetrate. Al piano strada troverà spazio anche una piazza coperta aperta verso il parco, pensata come luogo di passaggio e di incontro.
La struttura avrà una superficie di circa 2.000 metri quadrati, distribuita su piano terra e primo piano. Il progetto comprende inoltre gli spazi esterni e il collegamento con l’area verde circostante.
L’investimento complessivo supera gli 8 milioni di euro, con una quota di circa 1,35 milioni proveniente dal PNRR.
Quando aprirà?
Il Comune indica oggi l’autunno 2026 come periodo previsto per l’apertura della nuova Biblioteca Lorenteggio.
Il calendario ha quindi subito un’evoluzione rispetto alle prime previsioni del progetto, che indicavano la prima metà del 2026 come termine dei lavori. Il Comune ha infatti registrato anche una variante in corso d’opera nel mese di aprile 2026.
Oggi, però, la prospettiva è quella di arrivare all’apertura nella parte finale dell’anno.
Non sarà soltanto una biblioteca
Uno degli elementi più interessanti del progetto riguarda il rapporto tra edificio, quartiere e spazio pubblico.
La nuova biblioteca nasce infatti all’interno di un più ampio intervento di rigenerazione urbana del Lorenteggio-Giambellino. L’edificio sarà immerso in un’area verde e si troverà vicino al mercato comunale di Lorenteggio.
La piazza coperta diventerà un nuovo spazio accessibile al quartiere. L’idea è creare un luogo in cui non si vada soltanto per prendere un libro, ma anche per studiare, incontrarsi, partecipare ad attività culturali e trascorrere del tempo.
In questo senso la biblioteca funzionerà come un vero spazio pubblico.
Anche l’arte entrerà nella nuova biblioteca
Il Comune ha voluto accompagnare il progetto architettonico con un intervento di arte pubblica.
La centrale termica di via Odazio, costruita nel 1953 e caratterizzata da una ciminiera alta 26 metri, diventerà infatti il supporto per una nuova opera site-specific. Il Comune ha lanciato un concorso internazionale dedicato proprio a questo intervento.
Il concorso si è concluso nel luglio 2026 con l’approvazione della graduatoria. L’opera dovrà quindi dialogare con il nuovo edificio, il parco e le abitazioni del quartiere.
È un dettaglio che rende il progetto ancora più interessante: la nuova biblioteca non arriva semplicemente con un edificio nuovo, ma prova a costruire attorno a sé un nuovo paesaggio culturale.
A Porta Vittoria nasce la BEIC
Dall’altra parte della città, intanto, il progetto è molto più grande.
A Porta Vittoria, nell’area dell’ex stazione ferroviaria, sta nascendo la Biblioteca Europea di Informazione e Cultura, conosciuta come BEIC.
Il progetto è il risultato di un’idea nata negli anni Novanta e arrivata finalmente alla fase di realizzazione dopo oltre trent’anni.
Il cantiere è partito nel novembre 2023 e il Comune indica la fine dei lavori entro il 2026.
L’apertura al pubblico arriverà invece nel 2027.
Una biblioteca da 30mila metri quadrati
Le dimensioni della BEIC sono completamente diverse.
L’edificio raggiunge circa 30mila metri quadrati e avrà circa 2.000 posti per studio e consultazione. Il patrimonio previsto arriverà a circa 3 milioni di volumi, con una parte significativa immediatamente accessibile agli utenti.
Il progetto comprende inoltre un deposito centrale robotizzato, pensato per gestire una quantità enorme di libri e materiali bibliografici.
Non sarà quindi semplicemente una nuova biblioteca più grande. Sarà un vero centro culturale e di ricerca.
Il deposito robotizzato
Una delle caratteristiche più sorprendenti della BEIC sarà proprio il sistema di conservazione dei libri.
Il Comune ha previsto un sistema di archiviazione ad alta densità completamente robotizzato, insieme a un impianto automatico per il trasporto e lo smistamento dei materiali bibliografici.
In pratica, il sistema permetterà di conservare milioni di volumi sfruttando in modo molto più efficiente gli spazi disponibili.
È uno degli elementi che rendono la BEIC molto diversa dalla biblioteca tradizionale.
Quando aprirà la BEIC?
Il Comune prevede la conclusione del cantiere entro la fine del 2026.
Per l’apertura al pubblico si guarda invece alla primavera 2027. Una delle previsioni comunicate riguarda maggio 2027, dopo la conclusione dei lavori e la fase necessaria per allestire gli spazi e organizzare il patrimonio librario.
Questo significa che il 2027 potrebbe diventare l’anno in cui Milano inaugurerà uno dei suoi più importanti nuovi poli culturali.
E la Sormani?
La nascita della BEIC non significa che Palazzo Sormani chiuderà.
Il Comune ha chiarito che lo storico edificio di corso di Porta Vittoria continuerà a mantenere una funzione culturaleanche quando la BEIC assumerà il ruolo di biblioteca centrale del sistema milanese.
La Sormani resterà quindi parte del sistema bibliotecario e culturale cittadino. Il suo futuro prevede nuove funzioni, mentre alcune attività bibliotecarie oggi concentrate nell’edificio confluiranno progressivamente nella BEIC.
Il Comune vuole inoltre mantenere vivo il rapporto storico tra Sormani e Milano.
La Sormani resta un pezzo della storia della città
Nel 2026 la Sormani festeggia 70 anni.
Dal 1956 Palazzo Sormani è la Biblioteca Comunale Centrale e nel corso dei decenni è diventato uno dei luoghi culturali più conosciuti dai milanesi.
Per questo Palazzo Marino ha scelto di conservarne la destinazione culturale anche dopo l’arrivo della BEIC.
Entro la fine del 2026 tornerà inoltre nella Sormani il celebre Ciclo di Orfeo del Grechetto, che sarà riallestito nella sala che lo aveva ospitato per decenni.
Tre biblioteche, tre funzioni diverse
Il sistema che sta prendendo forma non significa quindi semplicemente “una biblioteca nuova al posto di una vecchia”.
La Biblioteca Lorenteggio nasce soprattutto come nuovo presidio culturale di quartiere. La sua dimensione e la piazza coperta la rendono uno spazio pensato per la comunità locale.
La BEIC avrà invece una vocazione europea e internazionale. Sarà dedicata allo studio, alla ricerca, all’accesso alla conoscenza e alla produzione culturale.
La Sormani, infine, conserverà il suo ruolo storico e culturale, adattandosi al nuovo assetto del sistema bibliotecario.
Una Milano che investe nelle biblioteche
La doppia trasformazione racconta anche qualcosa di più ampio.
Milano sta cercando di portare i servizi culturali in nuovi quartieri e, allo stesso tempo, di costruire un grande polo centrale capace di competere con le principali biblioteche europee.
Da una parte c’è quindi un edificio di circa 2.000 metri quadrati che sta per diventare il nuovo punto di riferimento del Lorenteggio. Dall’altra c’è una struttura da 30mila metri quadrati che si prepara a cambiare il modo di studiare, consultare e condividere la cultura a Milano.
Le date da ricordare
Autunno 2026: prevista l’apertura della Biblioteca Lorenteggio.
Fine 2026: prevista la conclusione del cantiere della BEIC.
Primavera 2027: prevista l’apertura della BEIC al pubblico.
Sormani: resterà un presidio culturale della città anche dopo il trasferimento della funzione di biblioteca centrale alla BEIC.
Milano, insomma, sta costruendo un sistema bibliotecario più grande e più articolato. Una biblioteca nascerà nel quartiere, una cambierà scala al centro culturale della città e una resterà un simbolo della Milano che legge.
























